Oro e guerre. L'oro è ancora un asset da considerare come bene rifugio?
- Stefano Saldarelli

- 31 mar
- Tempo di lettura: 7 min
"Nonostante tutto" l'oro è sempre il bene rifugio per eccellenza?
E' un asset strategico da tenere nel proprio portafoglio, soprattutto in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo?
Come mai l'oro si è deprezzato dall'inizio del conflitto con l'Iran?
Alla luce dei fatti di cronaca e del deprezzamento del valore dell'oro, rispetto ai massimi storici, è sempre strategico pensare di creare una propria riserva aurea, "nonostante tutto?"
Ho cominciato e finito con "nonostante tutto", che è la frase che si sente spesso in questo periodo; di frequente accostata a un "si stava meglio quando si stava peggio", che non manca mai ed è sempre utile come frase di circostanza, da ascensore.
Per capire se l'oro è ancora un asset da considerare come bene rifugio in tempi incerti e cosa si è verificato recentemente al prezzo dell'oro, occorre capire cosa si intende quando lo definiamo "bene rifugio" o "asset di protezione".
Se possiedo un bene rifugio e ho accumulato una riserva di valore, quando posso considerare opportuno utilizzarla effettivamente?
La domanda può sembrare retorica ma non lo è affatto.
Se conservo qualcosa lo faccio per sfruttarne i vantaggi in momenti particolari, quando posso averne veramente bisogno e può farmi la differenza.
Facciamo esempi pratici e arriviamo insieme alla logica conclusione.

Vi ricordate quando mamme e nonne facevano le conserve in casa? Preparavano barattoli di sugo, pomarola, sott'olii e cibi di vario genere.
Perchè li preparavano? Quale era lo scopo?
Creare una riserva di valore, sotto forma di cibo, per nutrire la famiglia durante l'inverno e nei periodi in cui il cibo scarseggiava o non si trovava fresco perché non era di stagione.
Oggi, grazie alla grande distribuzione, possiamo trovare tutto, sempre e ovunque, ma un tempo, non molto tempo fa, non era così.
Bene... altro esempio.
Per gli italiani, gli immobili sono sempre stati considerati un bene rifugio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, a partire dagli anni '50 del secolo scorso, possedere una casa è diventato un obiettivo primario per ogni famiglia.

Con il boom degli anni '60, quasi ogni italiano poteva permettersi di acquistare un immobile e spesso anche un'automobile. Quelle case hanno rappresentato per molti un trasferimento di valore, per sé stessi e, soprattutto, per le generazioni future. Se non ci fossero state quelle case, probabilmente oggi molti italiani non ne avrebbero una di proprietà e vivrebbero in affitto.
E l'oro? Stesso principio.
L'oro fisico è una materia prima; non è un prodotto finanziario; non segue esattamente l'andamento dei mercati azionari; è utilizzato anche come materiale industriale ma è, soprattutto, una riserva di valore. Le banche centrali lo sanno benissimo. Non a caso si chiama oro fisico da investimento, cioè parliamo di quell'oro che ha una sua fisicità, quindi si presenta sotto forma di lingotti, monete e placchette e ha come scopo l'investimento. Fa questo e lo svolge molto bene. Fine...
A questo punto, aggiungiamo a questa "ricetta" il fatto che l'oro fisico da investimento non è un asset speculativo ma conservativo; che rappresenta una riserva di valore sotto il diretto controllo di chi la possiede e che è capace di "muoversi nel tempo". No, non è fantascienza, ma qualcosa di concreto. L'oro non produce cedole e non dà interessi. Di per sé è una materia inerte ma possiede un valore intrinseco (forse ancestrale) e un valore monetario. Il primo sostiene il secondo da secoli, anzi, da millenni. Il secondo è legato a semplici meccanismi di mercato: domanda e offerta, grazie alla sua scarsità. Quindi, quando circola molto oro, il suo valore tende a diminuire. Quando l'oro è più raro, perché ne viene estratto meno o il mercato ne richiede di più rispetto a quanto è disponibile, il prezzo aumenta. Tutto questo si apprezza nel tempo.

L'oro assomiglia a quelle zie che non vedi da tanto tempo e, quando ti incontrano da bambino/a o vedono i tuoi figli, esclamano "Quanto sei cresciuto/a!" o "quanto sono cresciuti!". È un'esperienza che tutti conoscono, soprattutto nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Di solito, dopo questa frase, la zia ti prendeva le guance e le stringeva, tenendo la presa fino a farti lacrimare.
Nel nostro contesto, l'oro rappresenta il ragazzo o la ragazza, soggetto di quel particolare rituale (seppur antipatico per chi lo subisce) che acquista significato solo se effettuato dopo un certo intervallo di tempo, considerando la crescita del nipote. Se vedo quel bambino ogni giorno, non posso dire che sia cresciuto poiché i cambiamenti non sono evidenti. Tuttavia, se lo vedo a 5 anni, poi a 6, poi a 8, e così via, diventa chiaro che posso apprezzare la sua trasformazione.
L'oro funziona in questo modo... "devi pensare di essere una zia" (investitore), lasciare crescere quel bambino (l'oro) e tornare a osservarlo dopo un po' di tempo (rivalutazione), sapendo che comunque crescerà.
Tanto o poco, lentamente o più in fretta, non è questo il tema ma è per questo che l'oro fisico da investimento diventa un bene rifugio che si apprezza nel tempo. Sapere quanto crescerà, a quale velocità, se si fermerà o si deprezzerà in periodi come questo (come il bambino che ha la febbre ed è più smunto. Nel caso dell'esempio della zia), non c'è dato sapere. Sappiamo però che, nel medio-lungo termine, l'oro mantiene le sue promesse.
Adesso, se la domanda è: "Perché sul conflitto russo-ucraino l'oro è aumentato di prezzo, sul conflitto israelo-palestinese ha continuato a muoversi al rialzo e con la guerra in Iran, in corso, ha segnato una discesa?"
Ecco la risposta:
Se lo accumuli per parecchio tempo, diverse tonnellate all'anno e arrivi al punto in cui ti viene detto che:

"Devi investire in riarmo; il petrolio scarseggia e devi arrangiarti con le scorte perché lo stretto di Hormuz è nel bel mezzo di un conflitto bellico; Dubai è nella morsa del ragno perché si trova davanti all'Iran, zona di guerra (quindi tutti gli investimenti in quella zona sono congelati); è molto probabile che il conflitto si estenda ad altri Paesi; il prezzo al litro dei carburanti potrà aumentare (quindi anche il costo dei trasporti e delle merci trasportate)...", non ci vuole un genio per capire che non hai tanto da scialare; anzi. Dovrai fare ricorso a quelle riserve di valore che ti permettono di ottenere liquidità immediata per affrontare un periodo di crisi, ed è in queste situazioni che la riserva di valore rivela la sua utilità e funzionalità.
Inoltre, strumenti come ETF, ETC e futures, che rappresentano l'oro dematerializzato, vengono utilizzati in transazioni mirate al profitto. Queste operazioni sono frequentemente gestite da software che eseguono vendite automatiche quando il valore supera un determinato limite, e ciò è avvenuto di recente, amplificando ulteriormente gli effetti complessivi sul prezzo di mercato.
Adesso, metti tutto insieme.
La quantità di oro in circolazione è cresciuta, poiché ha adempiuto alla sua funzione. Ha agito come si deve quando siamo in una situazione di crisi e, in questi casi, cosa si fa di solito? "In caso di emergenza si rompe il vetro" o il salvadanaio.
Quindi, rispondo alle domande di apertura.
L'oro è sempre il bene rifugio per eccellenza?
Si, lo è! Adesso più che mai e lo sta dimostrando.
E' un asset strategico da tenere nel proprio portafoglio, soprattutto in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo?
Confermo e rilancio. Se molte nazioni e investitori non avessero nel proprio portafoglio anche l'oro fisico da investimento, non potrebbero fronteggiare la crisi in corso.
Come mai l'oro si è deprezzato dall'inizio del conflitto con l'Iran?
E' un po' il concetto del "Vendo i gioielli di famiglia". Lo faccio perchè ne ho bisogno e, "menomale che in famiglia c'erano quei gioielli da vendere".
E' sempre strategico pensare di creare una propria riserva aurea, nonostante tutto?
Proprio per questo, nonostante tutto, l'oro fisico da investimento è un elemento da includere nel proprio portafoglio risparmi.
Ovviamente, va considerato come un asset conservativo, come abbiamo già detto, ma al tempo stesso dovrebbe occupare una parte dei propri risparmi, come indicano da tempo i principali investitori e gruppi finanziari; seguendo sempre la logica della diversificazione del portafoglio e, ribadisco, per creare una propria riserva di valore.
Hai mai considerato l'idea di crearti una riserva d'oro, pronta all'occorrenza, per sostenere te e la tua famiglia?
Se necessario, puoi utilizzarla. Se non è necessario, tanto meglio; potrai impiegarla in futuro per migliorare il tuo stile di vita in età più avanzata. Se non sarà necessaria nemmeno allora, potrai lasciarla in eredità ai tuoi figli o nipoti. Puoi immaginare tutti i "se" che desideri ma solo se possiedi l'oro. Altrimenti, ti resteranno solo una serie di altri "Se" ma "col senno di poi".
Se hai oro, non conoscerai mai la povertà. Se sei benestante, è certo che nel tuo portafoglio ci sia dell'oro.
Da millenni, come la storia ci insegna, l'oro è stato il compagno silenzioso che ha contribuito a modellare le civiltà e la storia dell'umanità; credo che possa fare qualcosa anche per te...
Approfondimenti su: "Oro e guerre. L'oro è' ancora un asset da considerare come bene rifugio in tempi incerti?"
Focus Risparmio - 8 gennaio 2025: Oro, la quantità ottimale da detenere? Di più
Milano Fianza - 8 febbraio 2026: Oro e azioni aurifere in portafoglio, diversificazione e correlazione: l’analisi di du Plessis (Amundi)
Capital.com - 3 marzo 2026: Gold price forecast: US–Israel strikes, oil supply concerns
ATTENZIONE:
Non sono un consulente finanziario. Il mio ruolo consiste nella promozione di soluzioni in oro fisico da investimento, pensate per essere equilibrate, sostenibili e personalizzate in base alle esigenze specifiche di ogni cliente, sia privato che aziendale. Questo contenuto riflette la mia esperienza e opinione personale che non rappresenta in alcun modo una posizione ufficiale dell’azienda con la quale opero in veste di Promotore Oro Careisgold SpA. Ogni investimento comporta dei rischi. Sebbene l’oro sia considerato un bene rifugio per eccellenza e la sua natura tangibile ne faciliti lo scambio fisico rispetto ad altri strumenti, esso non è esente da oscillazioni di mercato. La sua liquidabilità è generalmente elevata, ma può variare in funzione del contesto economico, della forma dell’oro detenuto e delle condizioni di mercato.



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